A sta per assenza. A volte - ma non sempre- è piacevole pensare che altre persone forse parlano di voi quando non siete presenti, che siete oggetto di una conversazione che non avete pilotato su di voi e la cui evoluzione dipende dalla vostra assenza. E' quello che accade alle celebrità. E ai morti. Possono essere gli animatori di una festa senza mai nemmeno farvi apparizione. Per coloro che non sono nè celebri nè morti, al fondo dell' anelito di essere assenti è la speranza che si sentirà la loro mancanza. Far sentire la propria mancanza viene commisurato all' essere amati. Vero, non essere il destinatario attivo o vivo di ciò che qualcuno desidera ardentemente può sembrare un ben misero destino. Ma non richiede alcuno sforzo. Statevene lì e interferirete con l' amore che potrebbe essere essere vostro; morite, e dischiuderete uno spazio tutto per voi.
Da L' ALFABETO DI UN POETA, MARK STRAND, a cura di Damiano Abeni. EDIZIONI L'OBLIQUO
BUT NONE OF IT'S TRUE
BUT NONE OF IT' S TRUE
"... my poetry — well, I leave that to you. "
"... my poetry — well, I leave that to you. "
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martedì 26 luglio 2011
domenica 24 luglio 2011
Mark Strand, taken from “A Poet’s Alphabet”
“N is for Neruda, who was a genius but in whose writing beauty and banality are inextricably mixed. His poems are a sort of wishful thinking. To read him is to participate in the verbal correction of what are universally perceived as social or natural inequities. Mundane items, modified by adjectives denoting the rare or celestial, are elevated to a realm of exceptional value. A toad is melacholy, wine is intelligent, a lemon is like a cathedral. He is a cosmetician of the ordinary. When we read him, we are happy because everything has attained to a condition of privilege. The universe is good after all. Neruda’s verbal utopia, depending on one’s gullibility, is a harmless antidote to a harrowing century. His genial reductions have moved people to simple and accommodating attitudes towards poetry who otherwise would have no use for it.”
—Mark Strand, taken from “A Poet’s Alphabet” in The Weather of Words: Poetic Invention (Alfred A. Knopf, 2000).
—Mark Strand, taken from “A Poet’s Alphabet” in The Weather of Words: Poetic Invention (Alfred A. Knopf, 2000).
N come Neruda, che era un genio, ma nella cui scrittura bellezza e banalità sono inestricabilmente intrecciate. Le sue poesie sono un desiderio irrealizzabile. Leggerlo è come partecipare alla correzione verbale di quelle che sono universalmente percepite ineguaglianze sociali o naturali. Soggetti triviali, modificati da aggettivi che denotano la rarità o il celestiale, sono innalzati ad un regno di eccezionale valore.
By Pablo Neruda
I don’t love you as if you were a rose of salt, topaz,
Pablo Neruda, “One Hundred Love Sonnets: XVII” from The Essential Neruda: Selected Poems, edited by Mark Eisner. Copyright © 2004 City Lights Books.
Source: The Essential Neruda: Selected Poems (City Lights Books, 2004)
| Pablo Neruda |
One Hundred Love Sonnets: XVII
Translated By Mark Eisner
I don’t love you as if you were a rose of salt, topaz,
or arrow of carnations that propagate fire:
I love you as one loves certain obscure things,
secretly, between the shadow and the soul.
I love you as the plant that doesn’t bloom but carries
the light of those flowers, hidden, within itself,
and thanks to your love the tight aroma that arose
from the earth lives dimly in my body.
I love you without knowing how, or when, or from where,
I love you directly without problems or pride:
I love you like this because I don’t know any other way to love,
except in this form in which I am not nor are you,
so close that your hand upon my chest is mine,
so close that your eyes close with my dreams.
Pablo Neruda, “One Hundred Love Sonnets: XVII” from The Essential Neruda: Selected Poems, edited by Mark Eisner. Copyright © 2004 City Lights Books.
Source: The Essential Neruda: Selected Poems (City Lights Books, 2004)
giovedì 3 febbraio 2011
L' ALFABETO DI UN POETA , a cura di D. Abeni
L' idea di poesia secondo M. Strand in un volumetto delle EDIZIONI L' OBLIQUO
L' ALFABETO DI UN POETA, A POET'S ALPHABET, raccoglie una serie di brevi riflessioni su vari argomenti circa la poesia e l'invenzione poetica, posti in ordine , è ovvio , alfabetico:
H sta per Hades, l' Ade, che mi piace ritenere mi abbia influenzato perchè di tutti i luoghi mi colpisce come il più poetico. Ultima località di soggiorno, regno stretto tra alte mura, ha un grande difetto - il clima - che è ventoso, buio, e freddo. Il suo maggiore pregio è la grande abbondanza di tempo libero che offre...
L' ALFABETO DI UN POETA, A POET'S ALPHABET, raccoglie una serie di brevi riflessioni su vari argomenti circa la poesia e l'invenzione poetica, posti in ordine , è ovvio , alfabetico:
A sta per assenza: A volte - ma non sempre - è piacevole pensare che altre persone forse parlano di voi quando non siete presenti, che siete oggetto di una conversazione che non avete pilotato su di voi e la cui evoluzione dipende dalla vostra assenza. E' quello che accade alle celebrità. E ai morti...
H sta per Hades, l' Ade, che mi piace ritenere mi abbia influenzato perchè di tutti i luoghi mi colpisce come il più poetico. Ultima località di soggiorno, regno stretto tra alte mura, ha un grande difetto - il clima - che è ventoso, buio, e freddo. Il suo maggiore pregio è la grande abbondanza di tempo libero che offre...
N sta per Neruda, che era un genio, ma nella cui scrittura bellezza e banalità sono intrecciate in modo inestricabile. Le sue poesie sono una specie di pio desiderio. Leggere Neruda è partecipare alla correzione verbale di quelle che sono universalmente ritenute diseguaglianze sociali o naturali...
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